Contro le disuguaglianze, il racconto vivo di una comunità aperta: Fondazione Èbbene approva il bilancio sociale 2025

Contro le disuguaglianze, il racconto vivo di una comunità aperta: questo il titolo del Bilancio Sociale 2025 di Fondazione Èbbene ETS, approvato all’unanimità dall’Assemblea dei Soci lo scorso giugno. «Presentare questo documento significa, quest’anno più che mai, tracciare il bilancio di un impegno che sfida apertamente la complessità di un tempo segnato da una profonda e interconnessa policrisi, fatto di marginalità materiale, fragilità socio-sanitarie e povertà educative», commenta la presidente Elisa Furnari.

Il contesto. 12 mesi di attività in cui si è guardato agli obiettivi dell’agenda “2030”, con particolare attenzione a quelli che vedono lontana la meta del raggiungimento, come il Goal 4 (Istruzione), a causa del deterioramento delle competenze degli studenti e della contrazione della quota di giovani laureati, e il Goal 1 (Povertà zero), per il peggioramento delle misure di povertà e deprivazione.

11 le regioni nelle quali Fondazione Èbbene è intervenuta insieme ai propri soci, prevalentemente imprese e cooperative sociali, fornendo un accompagnamento metodologico nelle azioni sperimentali, un sostegno in modalità regranted per implementare le risorse a disposizione, in un cammino che sempre più – nel terzo settore – vede l’affiancamento tra filantropia e imprenditoria sociale.

22 i comuni: Messina, Palermo, Catania, Augusta, Francofonte, Lentini, Carlentini, Melilli, Vittoria, Rimini, Trieste, Savona, Genova, Cuneo, Roma, Rovetta, Bergamo, Milano, Tricase, Caserta, Pistoia, Chioggia. In più, nel 2025 sono stati avviati interventi che interessano la Penisola Sorrentina e Piedimonte Etneo.

16 le iniziative 2025 contenute nel Bilancio Sociale, circa 400mila euro il valore, oltre 6mila le persone coinvolte. Progetti pluriennali, che fanno riferimento al Piano strategico 2025/2027 con i 3 programmi: Sud e territori, per lo sviluppo nelle aree del Sud del paese con un focus dedicato a giovani e comunità; Sport inclusivo che valorizza la pratica sportiva come veicolo di benessere e inclusione; Periferie dedicato alla rigenerazione dei contesti con elevati livelli di marginalità.

La traiettoria dentro ogni intervento si muove verso il contrasto alle disuguaglianze attraverso la “capacitazione” delle persone ma anche la tessitura di legami più intensi con il contesto in cui vivono. Per queste ragioni, di ogni iniziativa realizzata, si è scelto di analizzare non solo il “cambiamento” per i destinatari ma anche come la loro attuazione abbia modificato il contesto, come abbia impattato nella “comunità”.

I giovani al centro. Sempre più lo sguardo è quello dei ragazzi, nella profonda convinzione che essi costituiscano una risorsa insostituibile per lo sviluppo locale e per la co-progettazione di risposte innovative alle sfide sociali contemporanee. Ed è proprio l’impatto dell’approccio di Èbbene sui giovani il cuore delle valutazioni realizzate da ISNET (Associazione per lo Sviluppo dell’Impresa Sociale) e AICCON (Associazione Italiana per la Promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit).

“L’analisi – si legge nel report di Isnet – mostra come la prossimità agisca da fattore abilitante, capace di trasformare i bisogni latenti in percorsi collettivi di inclusione e crescita culturale. In questa architettura, i presidi di prossimità non hanno svolto una funzione assistenziale, ma si sono accreditati come nodi strategici di una rete integrata, introducendo innovazioni metodologiche e consolidando il partenariato tra scuole, Terzo Settore e comunità per connettere stabilmente le nuove generazioni alle risorse civili del territorio”.

La validità scientifica e operativa dell’approccio di Èbbene si evidenzia, inoltre, nel percorso di valutazione dell’impatto sociale realizzato da AICCON all’interno del progetto “Neet in Campo”. L’analisi si è concentrata sull’efficacia della prossimità come fattore determinante nella trasformazione di bisogni individuali in percorsi collettivi di attivazione e crescita. I dati raccolti evidenziano che i giovani coinvolti hanno sensibilmente rafforzato la propria capacità di orientarsi, riconoscere le opportunità e progettare il proprio futuro.

Sempre fermo l’impegno contro le mafie. Oltre 5000 ragazzi nel 2025 hanno partecipato a “Capaci di Crescere”, con momenti di incontro, arte, sport, dibattito, laboratori, attività di informazione e di rigenerazione urbana, che nel mese di maggio, in concomitanza con l’anniversario della Strage di Capaci, hanno promosso la legalità, trasformando la memoria in uno strumento di crescita.

Un anno in cui l’investimento nella filantropia strategica è stato alto: nello Sport for Inclusion Network, rete di fondazioni per lo sport inclusivo, e con Philantropy Experience, l’evento della filantropia strategica alla sua quarta edizione, Èbbene ha contribuito a rafforzare alleanze di scopo che creino un dialogo generativo tra fondazioni, decisori pubblici e società civile.

In questo 2025, la filantropia strategica ha rappresentato per la Fondazione la piattaforma di pensiero e sperimentazione privilegiata e i programmi contenuti nel piano 2025/2027 il terreno d’azione.

Lo sguardo ora è rivolto all’orizzonte: «Nei nostri programmi – spiega la presidente Furnari –, insieme ai soci e ai partner ci siamo assunti la responsabilità di incoraggiare voci dissonanti, promuovere modelli culturali alternativi e guidare visioni lungimiranti orientate alla giustizia sociale quotidiana. Continueremo a farlo, continueremo a investire sulla prossimità come strategia per contrastare le disuguaglianze e per generare economie ricche di futuro».

Il bilancio sociale 2025 di Fondazione Èbbene ETS è scaricabile a questo link.

 

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