Un’uscita di coppia il venerdì sera, un appuntamento dal parrucchiere o dal dentista, un pomeriggio al cinema. Gesti quotidiani, quasi banali, ma che per chi si prende cura di un figlio con disabilità a volte sembrano impossibili. È la situazione in cui si è trovata Chiara, caregiver e mamma di Federico, un bambino di 7 anni con autismo grave.
Il momento più difficile è arrivato in pieno agosto, proprio quando bisognava organizzare il rientro a scuola di Federico per l’anno nuovo. Chiara si è trovata davanti a un muro di porte chiuse e rifiuti da parte di diversi istituti, senza sapere come muoversi nel labirinto delle scartoffie. Fino a quel momento la sua quotidianità era diventata un incastro complicatissimo: aveva dovuto lasciare il lavoro che amava perché Federico poteva stare a scuola solo poche ore e lei doveva essere sempre pronta a correre per qualsiasi emergenza. Una situazione di isolamento che alla fine aveva lasciato poco spazio per tutto il resto, dalla vita di coppia al tempo per sé stessa.
È qui che è subentrato il progetto “I Care” con il suo Centro di Prossimità. Gli operatori hanno ascoltato i bisogni e le preoccupazioni di Chiara e si sono messi in moto per aiutare tutta la famiglia. Il percorso è iniziato subito, partendo dalle informazioni e dall’aiuto pratico che servivano per sbloccare la situazione. Il team di “I Care” ha affiancato Chiara, aiutandola a districarsi tra i vari uffici della zona, permettendo finalmente a Federico di tornare a scuola regolarmente e di vedere garantito il suo diritto a studiare.
Oltre alla scuola, c’era però bisogno di dare un momento di respiro ai genitori. Grazie al servizio di sollievo a casa, con educatori e operatori specializzati, la famiglia ha potuto contare su un aiuto fidato e sicuro. Questo ha permesso a Chiara e a suo marito di recuperare un po’ di tempo per loro e per la coppia, riuscendo a concedersi persino un fine settimana fuori, in un posto speciale, dopo anni di rinunce. Per l’occasione, infatti, è stato attivato un servizio di sollievo in diversi momenti della giornata, durante i quali gli operatori di “I Care” hanno dato supporto agli altri familiari, consentendo a padre e madre di rilassarsi sapendo che Federico sarebbe stato al sicuro con personale qualificato e di fiducia. Al rientro, Chiara era felicissima e pronta a replicare l’esperienza.
Questo lavoro di squadra ha portato progressi concreti anche nell’autonomia di Federico. Il bambino, che ha alcune difficoltà motorie e un importante sovrappeso, grazie al supporto degli operatori ha imparato a gestire meglio il proprio corpo, abituandosi ad esempio a stare seduto sul divano o in classe per tempi più lunghi. Allo stesso tempo, il confronto costante con gli operatori ha dato a Chiara gli strumenti per capire meglio i bisogni del figlio, aiutandola ad affrontare le giornate e il rapporto con le istituzioni con più chiarezza e meno amarezze.
Oggi la quotidianità resta complessa, ma Chiara non è più sola e trovare del tempo per sé non le sembra più così impossibile. Ciò che più funziona di “I Care” non risiede solo nel supporto pratico o nella competenza degli operatori, ma soprattutto nel fattore umano, nella fiducia e nei legami che si sono creati col tempo, che consentono a Chiara e a suo marito di sentirsi tranquilli nell’affidare Federico a persone che non sono più “estranei” ma punti fermi.
L’obiettivo adesso è fare in modo che questi servizi sul territorio diventino stabili. Una rete sicura e che duri nel tempo è l’unico modo per permettere a Chiara di tornare al lavoro che tanto amava, ritrovando la sua realizzazione professionale ed economica senza dover rinunciare alla cura di Federico.
“I Care” è un progetto sostenuto da Fondazione CON IL SUD e realizzato nei territori di Lentini, Carlentini, Francofonte, Augusta e Melilli da Cooperativa Sociale Health & Senectus, Fondazione Èbbene ETS, FRADI impresa sociale e Associazione ISNET.
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