Sport-AUT, entra nel vivo la formazione: così l’inclusione mette radici nel territorio

Avvicinare i ragazzi con autismo allo sport e fornire al territorio gli strumenti adatti a sostenerli e accompagnarli nel loro percorso di crescita. Questo l’obiettivo sul lungo termine del progetto Sport-AUT, in corso a Catania, che all’attività sportiva rivolta ai più piccoli accosta momenti di ascolto delle famiglie e incontri di formazione rivolti agli operatori sociali e agli istruttori sportivi. In questo frangente, si è concluso a maggio 2026 un primo ciclo di lezioni finalizzato a seminare conoscenza e competenze, con l’obiettivo di trasferire il know how del progetto sul territorio.

A scuola d’inclusione con Sport-AUT

Dopo un primo incontro conoscitivo e di ascolto avvenuto in presenza a dicembre 2025, cui ha preso parte anche il fondatore e presidente di Sportfund – Fondazione Italiana per lo Sport ETS, Alberto Benchimol, insieme al professore Stefano Cainelli – psicologo e musicoterapeuta, con esperienza a tutto tondo nell’inclusione e nella socializzazione delle persone con disturbo dello spettro autistico e con neuro sviluppo atipico –, ad aprile 2026 sono iniziate le attività online. Le lezioni, tenute dal prof. Cainelli, sono state incentrate sulle dinamiche psicologiche, le difese e le strategie di adattamento nei genitori di fronte ai disturbi del neurosviluppo; sullo sport come strumento di inclusione sociale; sui meccanismi di Melt Down, Shut Down e Tantrum nell’autismo; sulla socializzazione in adolescenza.

Un’esperienza di crescita professionale apprezzata sia dagli istruttori sportivi, sia dagli operatori sociali che, con formazioni diverse, partecipano al progetto sostenendo i ragazzi e guidandoli nella socializzazione e nell’attività sportiva. Se per i primi si è trattato di costruire in qualche modo le basi, spiegando quali sono i meccanismi dell’autismo, gli approcci e le strategie più adatte per interagire con i ragazzi; per i secondi il percorso formativo è stato incentrato sulle tecniche di comunicazione e sulla gestione dei comportamenti (come, per esempio, il melt down e lo shut down), focalizzandosi in particolare sull’autismo ad alto funzionamento, prevalente tra i partecipanti al progetto. I percorsi formativi non sono infatti stati un qualcosa di calato dall’alto, ma sono stati costruiti in maniera flessibile, per adattarsi alle esigenze dell’aula e fornire strumenti pratici da applicare nel contesto reale, sul campo e no.

«Questa formazione è stata utile a 360 gradi – spiega la case manager e operatrice sociale Simona Ziino, che ha preso parte agli appuntamenti formativi –, perché i nostri operatori lavorano anche a scuola o in terapia, non solo in Sport-AUT. Il docente ci ha fornito strumenti per abbattere il muro dell’incomunicabilità e gestire le aspettative e la frustrazione dei ragazzi. Ci ha fatto capire che spesso il limite non è nel bambino, ma nel modo in cui comunichiamo con lui». A essere apprezzato non è stato solo il know how trasferito, ma soprattutto l’approccio del docente, che ha dato vita a una vera e propria formazione partecipata, basata sul dialogo e sulle richieste dell’aula. Gli operatori hanno infatti già avuto modo di mettere in pratica quanto imparato, aggiungendo competenze a quelle che già si portavano dietro, migliorando il proprio lavoro e confrontandosi, guardando le cose spesso da punti di vista nuovi.

Con lo sguardo al futuro

Questa attività di tipo formativo, che vedrà un nuovo appuntamento nel mese di luglio, è un elemento fondamentale del modello di Sport-AUT, che non pensa solo all’oggi, ma soprattutto al domani. Da un lato i ragazzi e le loro famiglie hanno la possibilità di crescere e sperimentare, conoscere nuovi modi di socializzare e relazionarsi col mondo e con loro stessi; dall’altro gli operatori e gli istruttori che lavorano sul territorio saranno pronti e preparati ad accogliere chi arriverà dopo, le famiglie e i ragazzi con autismo che vorranno giocare a tennis o cimentarsi nell’arrampicata o nell’ippica, per citare alcune delle attività di Sport-AUT. In quest’ottica il percorso di formazione avviato è fondamentale, perché mira a fornire competenze a persone e territori.

Sport-AUT è un progetto realizzato in co-progettazione con il Comune di Catania, da Fondazione Ebbene ETS, il partner Sportfund Fondazione Italiana per lo sport ETS e con la collaborazione della rete nazionale Sport for Inclusion Network. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato Regionale Dipartimento Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali, realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le disabilità. 

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