Il filo dell’inclusione: storie di vita e riscatto con LGNet3 Palermo

Il valore di un progetto non si misura solo in dati o tabelle, ma nell’impatto che le sue azioni hanno sulla vita quotidiana delle persone. Nelle svolte inaspettate che prendono le loro storie, nelle prospettive che si aprono laddove il futuro sembrava già scritto. Lo vediamo ogni giorno con LGNet3, percorso di integrazione e inclusione dedicato ai cittadini migranti che vivono nel territorio di Palermo.

Dietro questi cambiamenti non ci sono formule magiche, ma la continuità di un lavoro di rete che mette al centro l’ascolto e la dignità di ogni persona. È qui che le risposte all’emergenza lasciano il posto a percorsi strutturati, capaci di accompagnare chi arriva in città verso una reale autonomia, una cittadinanza attiva e protagonista.

Un impegno condiviso che prende forma attraverso LGNet3, programma finanziato dal Fondo Europeo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027 in partenariato con 19 comuni italiani con capofila il Ministero dell’Interno e realizzato nel capoluogo siciliano dall’U.O. Casa dei Diritti del Comune di Palermo, in partenariato con la Cooperativa Sociale “Sviluppo Solidale” con il suo poliambulatorio sociosanitario Accùra, Fondazione Don Calabria per il sociale ETS, Associazione Centro PENC e Fondazione Èbbene ETS.

Come S. ha ritrovato la sua strada

Arrivata a LGNet3 attraverso il circuito dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati di Palermo, S. ha mosso i suoi primi passi partendo da una cosa semplice e fondamentale: la cura di sé, con una serie di visite mediche al poliambulatorio Accùra. Un luogo che per lei è diventato presto familiare e che l’ha guidata verso le fasi successive del progetto, dedicate a riscoprire attitudini e risorse personali. Tra queste, una naturale padronanza delle lingue, diventata la chiave per accedere a un tirocinio formativo in un contesto di lavoro dinamico e interculturale all’interno di un’associazione no-profit della città. L’esperienza sul campo le ha restituito fiducia e strumenti concreti: gli stessi che le hanno permesso di concludere con serenità il percorso di accoglienza e di trasferirsi in una nuova città, dove oggi vive e lavora in piena autonomia.

K. e la forza di ridefinire il proprio futuro

La storia di K. racconta come la fiducia possa trasformarsi in un’opportunità di ripartenza. Il suo ingresso ad Accùra avviene su segnalazione dell’Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni di Palermo, che propone percorsi di recupero e reinserimento alternativi al carcere per i giovani che hanno commesso reati. Già ben integrato sul territorio, con una buona conoscenza dell’inglese e del francese e una forte passione per la musica, K. ha scelto di mettersi in gioco in un percorso di orientamento pratico. Grazie a LGNet3 ha completato gli studi e ha imparato a guardarsi dentro con maggiore consapevolezza, riconoscendo i propri talenti e i propri obiettivi. Una volta terminata la formazione e chiuso il procedimento che lo vedeva coinvolto, K. è tornato nella sua città di residenza, per riprendere in mano la propria vita con basi più solide.

M. e la cura che sostiene la famiglia

La vita di ciascuno di noi è fatta di connessioni profonde, la prima delle quali è quasi sempre la famiglia. Accompagnare una persona nel suo percorso significa spesso prendersi cura di un intero nucleo. È quello che è successo con M., un giovane con una complessa disabilità fisica e cognitiva, arrivato a LGNet3 attraverso il poliambulatorio Accùra. Di fronte a bisogni così articolati, l’intervento si è mosso su più livelli: dall’aiuto materiale immediato per le necessità quotidiane, fino all’accesso facilitato alle visite specialistiche e all’inserimento nei servizi sanitari pubblici. Questo affiancamento costante ha prodotto un beneficio profondo anche per chi gli stava accanto, permettendo alla madre – da sempre punto di riferimento unico per M. – di alleggerire un carico peso e costante. Non è stato un passaggio immediato: per chi è abituato a mettere i bisogni di un figlio prima dei propri, lasciare la presa e ritagliarsi uno spazio per la propria salute mentale e fisica richiede tempo. Ma attraverso l’ascolto quotidiano e la presenza discreta degli operatori, la donna ha imparato ad affidarsi, ritrovando un po’ di respiro.

Oltre l’emergenza, verso l’autonomia

Le storie di S., K. e M. mostrano la risposta concreta di un sistema di accoglienza che funziona: non un’assistenza calata dall’alto, ma un affiancamento rispettoso che riconosce il valore di ogni individuo. LGNet3 continua a lavorare su questo equilibrio sottile, intrecciando sanità, formazione e informazione, civic engagement e orientamento, partendo sempre dall’ascolto, per far sì che i percorsi di inclusione non si fermino all’emergenza, ma diventino strumenti reali per scegliere, con dignità, il proprio domani.

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