Una stanza tutta per sé: con LGNET3 Palermo si riscrive il futuro delle giovani migranti

Tra le pareti del Centro Penc di Palermo si sentono parlare lingue e culture diverse, punti di vista, speranze e progetti per il futuro. Sono le voci di un gruppo di giovani donne tra i 16 e i 21 anni provenienti da diverse parti del mondo che, grazie a Lgnet3, hanno trovato la loro “stanza tutta per sé”, un luogo in cui crescere e confrontarsi, studiare, pianificare per raggiungere obiettivi che un tempo pensavano impossibili.

Attivo a Palermo, Lgnet3 è un programma finanziato dal Fondo Europeo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021-2027 in partenariato con 19 comuni italiani con capofila il Ministero dell’Interno e realizzato dall’U.O. Casa dei Diritti del Comune di Palermo, in partenariato con la Cooperativa Sociale “Sviluppo Solidale” con il suo poliambulatorio sociosanitario Accùra, Fondazione Don Calabria per il sociale ETS, Associazione Centro PENC e Fondazione Èbbene ETS.

Una stanza tutta per sé: le giovani donne del Centro Penc

Uno dei luoghi di Lgnet3 a Palermo è lo Spazio Sicuro per Donne e Ragazze (WGSS), nato all’interno del Centro Penc. Qui donne e ragazze, bambine e bambini partecipano quotidianamente a diverse attività, dai laboratori creativi ai corsi di lingua italiana, passando per gli incontri informativi e i momenti di festa e convivialità.

In questo piccolo microcosmo, c’è anche un gruppo di ragazze adolescenti, tra i 16 e i 21 anni, che si incontra nel pomeriggio per studiare, confrontarsi e socializzare con altre coetanee. Qualcosa di apparentemente semplice, ma che per chi viene da una famiglia e una cultura a forte impronta patriarcale non è così scontata. In determinati contesti, infatti, diventare maggiorenne per una ragazza significa entrare in un mondo fatto di faccende domestiche e di cura della casa, in cui lo studio non è contemplato. Lo Spazio Sicuro del Centro Penc dà loro un’alternativa: uno spazio fisico e mentale che le aiuti a concentrarsi e a studiare per costruirsi un futuro diverso. I risultati si vedono già oggi: alcune delle ragazze che frequentano il WGSS si sono diplomate e si sono iscritte, o si stanno iscrivendo, a facoltà come Psicologia e Giurisprudenza.

Un luogo in cui essere adolescenti e costruire il futuro

All’interno del WGSS queste giovani donne non hanno trovato solo un luogo in cui preservare la propria adolescenza e il diritto allo studio, protette dalle pressioni esterne, ma anche uno spazio sicuro in cui confidarsi, affrontare temi come le relazioni e l’affettività, le questioni di genere, chiedere aiuto in caso di necessità. Ad affiancarle, infatti, c’è sempre con loro una tutor adulta, una presenza costante ma discreta, che le ascolta e le guida.

Mentre dal lunedì al giovedì ci si dedica principalmente allo studio, il venerdì pomeriggio si sperimenta una formula diversa: niente compiti, ma laboratori dedicati alla crescita personale e alla consapevolezza, strutturati a partire dai bisogni espressi dalle ragazze stesse. Tra le attività più significative, i laboratori sull’affettività e le relazioni con gli altri, ma anche percorsi pratici di cittadinanza attiva. Di recente, le ragazze hanno realizzato un cartellone illustrato sui numeri utili di emergenza (come il 112 o il 1522 per l’antiviolenza), simulandone l’utilizzo. Un esercizio di autonomia fondamentale per muoversi sul territorio con sicurezza e consapevolezza dei propri diritti.

Un luogo in cui sentirsi al sicuro, crescere e creare legami duraturi

L’integrazione, all’interno del WGSS del Centro Penc, non viene calata dall’alto con moduli rigidi, ma si costruisce giorno dopo giorno. Se all’inizio si registravano dinamiche spigolose, con casi di emarginazione, oggi si respira un clima completamente diverso. Il Centro è diventato un piccolo microcosmo interculturale e interreligioso che unisce ragazze e donne provenienti da Ucraina, Nigeria, Ghana, Bangladesh, Tunisia, Mali, Costa d’Avorio e Cile. Tra di loro convivono fedi e tradizioni diverse (ortodosse, cattoliche, musulmane, indù, buddiste, protestanti), vissute oggi nel profondo rispetto reciproco; ne è un esempio la delicatezza con cui si gestisce il momento della merenda pomeridiana nel rispetto di chi sta seguendo il digiuno del Ramadan.

Il Centro Penc si rivela così per ciò che è realmente: una comunità in miniatura dove le differenze di età, provenienza e cultura non si annullano, ma si integrano per generare valore.

 

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