Catania, con Sport-AUT l’autonomia si costruisce sul campo da gioco

Dall’avvio di Sport-AUT a Catania i ragazzi e le ragazze con autismo che partecipano al progetto hanno raggiunto tantissimi traguardi: hanno imparato a sellare un cavallo e andare al trotto; a fare un dritto e un rovescio; ad arrampicarsi su una parete attrezzata. Ma soprattutto, hanno imparato a fare da soli, in autonomia, cose che un tempo sembravano impossibili.

Piccoli passi verso l’indipendenza

All’inizio del percorso, la sfida più grande per i ragazzi di Sport-AUT non era imparare le regole di un gioco, ma superare le rigidità, l’ansia dell’imprevisto e la paura di non farcela. Un allenamento alla volta, il karate li ha aiutati a coltivare la fiducia nelle proprie capacità, il tennis la concentrazione, l’ippica l’empatia e l’arrampicata ad affidarsi agli altri. E ciascuna di queste attività ha generato in loro un cambiamento complessivo tangibile, li ha resi più sicuri nei confronti del mondo circostante, ma soprattutto più autonomi e indipendenti.

Un’autonomia che si vede sul campo: alle lezioni di ippica, i ragazzi, un tempo spaesati, in poco tempo hanno imparato a fare da sé, a indossare le attrezzature da soli e guidare il cavallo durante la passeggiata; a bordo campo e in palestra, così come nei grest estivi in cui sono stati iscritti, i ragazzi socializzano e si muovono in con disinvoltura, senza bisogno del supporto dell’operatore di riferimento.

Come cambia il ruolo degli operatori

Questi cambiamenti nei ragazzi si riflettono in un’evoluzione altrettanto significativa nel ruolo di chi li accompagna. All’inizio, la presenza dell’operatore è centrale, quasi indispensabile: una guida vicina e rassicurante che accompagna ogni gesto. Con il tempo, però, quella presenza si è allontanata progressivamente, fino a spostarsi a bordo campo, in una posizione di osservazione più che di intervento diretto. La relazione costruita nei mesi di lavoro di Sport-AUT non ha creato dipendenza, ma libertà.

Un’autonomia che esce dal campo

Il dato forse più significativo è che questa autonomia non resta confinata al tatami, al campo da tennis o al maneggio. Gli operatori lo notano con chiarezza: le competenze acquisite si generalizzano, si trasferiscono ad altri contesti sociali, come i grest estivi cui i ragazzi stanno partecipando insieme ad altri coetanei. Una conferma arriva anche dai genitori, che vedono questa conquistata autonomia applicarsi anche nel quotidiano, a casa o a scuola.

Non piccoli atleti, ma ragazzi più liberi e autonomi

Sport-AUT dimostra, allenamento dopo allenamento, che l’autonomia non è un effetto collaterale della pratica sportiva, ma il suo obiettivo più autentico. Non si tratta di formare piccoli atleti, ma di restituire ai ragazzi gli strumenti per stare nel mondo con più libertà, imparando a concentrarsi, a rispettare tempi e regole, ad affrontare l’imprevisto, e infine a fare a meno, quando è il momento, anche della guida di chi li ha accompagnati fin lì. È questa la vittoria più grande che il progetto sta costruendo, un passo alla volta, dentro e fuori dal campo.

Sport-AUT è un progetto realizzato in co-progettazione con il Comune di Catania, da Fondazione Èbbene ETS, il partner Sportfund Fondazione Italiana per lo sport ETS e con la collaborazione della rete nazionale Sport for Inclusion Network. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato Regionale Dipartimento Regionale della Famiglia e delle Politiche Sociali, realizzato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le disabilità.

Share This Story, Choose Your Platform!

Resta in contatto con la Fondazione Èbbene - Iscriviti alla nostra newsletter

Riceverai aggiornamenti su progetti, eventi e altre notizie.


Go to Top